Le Custodi dell’Arte – 7 pittrici aborigene in mostra

Comunicato Stampa

a cura di Giuseppina Del Signore
Dal 28 Aprile al 6 Maggio 2016 saranno in mostra a Roma, presso lo spazio PlusArtePuls, le opere di 7 artiste aborigene australiane: Ningura Napurrula, Gloria Petyarre, Evelyn Pultara, Judy Watson Napangardi, Walangkura Napanangka, Yinarupa Nangala e Louise Numina.
Originarie di diverse regioni centro-occidentali dell’Australia, la maggior parte di loro oggi è ultra settantenne, queste artiste ci hanno consegnato un patrimonio storico-artistico importante per le future generazioni del mondo.
Per comprendere a pieno queste artiste è bene spendere qualche parola sull’arte aborigena. Essa scaturisce dal bisogno di stringere una rete di relazioni fra ogni essere vivente ed ogni luogo; è l’espressione dei sentimenti che questo popolo ha nei confronti della natura e delle origini del mondo intese come nascita della civiltà, come fase infantile della vita, come arte primitiva.
In assenza di tradizione scritta, l’antichissima cultura aborigena si è tramandata attraverso segni graci sul terreno, su corteccia e sul corpo. Il mondo occidentale ha iniziato a conoscere l’arte degli aborigeni australiani solo nella seconda metà del secolo scorso grazie al lavoro di Georey Bardon, maestro della scuola di Papunya, che propose ai suoi alunni di decorare le pareti della scuola. La comunità manifestò subito grande interesse per i
murales, così tutti contribuirono, realizzando sui muri quello che da sempre avevano disegnato a terra durante le cerimonie.
Dal muro alla tela il passo fu quasi naturale e così, attraverso questa produzione artistica, è stato tramandato al mondo il patrimonio culturale di questo popolo. Questa indiscussa aermazione artistica rappresenta un contributo molto importante anche per il riconoscimento della civiltà aborigena come tale dando alle comunitàaborigene quella dignità che per molto tempo era stata fortemente negata.

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La pittura aborigena contemporanea non può e non deve essere considerata solo un’espressione creativa locale, essa è l’essenza di una civiltàquasi scomparsa che ormai sopravvive solo nelle zone più desertiche del Paese, dove ancora la vita e i riti delle comunitàsono in armonia con la natura.
L’atto stesso del dipingere per gli aborigeni è una forma di mediazione tra la Natura e la sua comprensione da parte dell’uomo, ogni opera nasce dal sogno che in questa cultura rappresenta l’unica condizione che possa avvicinare l’uomo alla conoscenza.
Possiamo considerare la pittura aborigena un vero e proprio linguaggio simbolico, diverso da tribù a tribù, che racchiude tutta la storia di questi popoli. Nelle loro tele non c’è mai la rappresentazione della realtà ma solo della materia nebulosa di cui sono fatti i sogni (DotArt). I colori sono sempre decisi e caldi, come i luoghi della terra australiana dove anche il deserto diventa colore e tavolozza. Così come non si troveranno mai similitudini con altre forme pittoriche che questo popolo non ha mai conosciuto.
Liberi da ogni influenza e da qualsiasi punto di vista obbligato, hanno seguito i loro sogni, le loro visioni e i loro sentimenti, le loro opere affascinando lo spettatore per quello che sono e non per quello che rappresentano.
La mostra, presentata da “MD visioni contemporanee“, è parte della collezione di Marco D’Andrea grande estimatore della cultura del popolo aborigeno e vuole essere un suo personale omaggio alla loro arte visuale.
Scheda informativa

Mostra: “LE CUSTODI DELL’ ARTE”, 7 Pittrici aborigene in mostra
Luogo: Roma, Viale Mazzini 1
Inaugurazione: 28 Aprile 2016, ore 18,30
Contributo musicale: OHM SWEET OHM – Electronic music with live vocals and didgeridoo – Christian Muela electronics & didgeridoo Liina Rätsep voice
Durata Mostra: 29 Aprile – 04 Maggio 2016
Orari Mostra: dal martedì al sabato ore 11,30-13,00 / 16,00-18,00
Ingresso libero