Loretta Surico

Quadri per riscoprire le tradizioni

Alla riscoperta delle tradizioni del costume, della cultura, far riemergere quel che nelle menti comuni va pericolosamente obliandosi nel vivere quotidiano. Talvolta il rischio è anche peggiore, quando ci si accorge che se per alcuni tutto si risolve nell’immediato retrocedere nel tempo, ricordare, per altri è addirittura una scoperta tutta nuova.

Con “La Mattanza” una tela dalle grandi dimensioni, tre metri per quasi 4 metri e mezzo, Loretta Surico ha voluto fare un omaggio al Museo della Pesca di Milazzo, rappresentando una tra le maggiori attività imprenditoriali che sin dal ‘400 si svolgeva nel Sud dell’Italia. In questa opera, reminescenze, canti, abbagli, ricordi spesso totalmente lontani dalla vita, si animano nel loro apparire puri: poi tutto si tramuta in un forte e cruento dramma da dove pare giungere un urlo satirico il cui eco è ancora vivo nei nostri sensi. La scala di queste emozioni va all’infinito e le sue radici si scorgono fin dalle prime impressioni di una vita, le stesse che hanno segnato l’anima della pittrice.

Oggi a distanza di due anni da “La Mattanza”, la pittrice sotto l’effetto di altri intensi stimoli,realizza un’intenzione generosa creando per noi un tempo fuori dal tempo “La corsa dei Ceri”. Si tratta di un grande quadro (cm. 190×340) nel quale viene rappresentata l’unica manifestazione di cultura di massa in Italia che trae le sue origini dall’alto Medio Evo. Loretta Surico dà inizio a questo importante lavoro, ragionando sui modi di espressione, cercando di comprenderli e di confrontarli. Si interessa più al “come”che al “che cosa” concentrandosi sulla grande armonia generale che infonde valore all’opera. L’arte, lo sappiamo non si può né insegnare né imparare. L’arte non è una professione, è la vita e chi la considera una professione è perduto.